• giugno 16, 2014

Ogni occasione è buona per tutelare le riserve del pianeta, risparmiando!

Se potessimo dedicare parte del nostro tempo libero per realizzare un reportage fotografico che descriva la quantità di oggetti entrati in nostro possesso nell’arco di un solo decennio di vita, non credo basterebbe un mese intero per visionarne il contenuto. Ogni giorno ognuno di noi interagisce con oggetti di uso comune che utilizza per fare colazione, vestirsi, lavorare, riporre oggetti in altri oggetti che occupano gran parte degli spazi vitali in cui ci muoviamo quotidianamente.

La quantità di materia che ogni giorno fuoriesce dalle nostre case invade costantemente le città in cui viviamo; per comprendere quanto imponente sia questo flusso di “scarti” basti pensare che, in media, ogni cittadino italiano si “libera” quotidianamente di 1 chilo e mezzo di “cose”, gettandole in un cassonetto. La tipologia di materiale scartato spazia dal classico scarto organico ad armadi o elettrodomestici.

Intuito quanto fosse importante, sia in termini economici che ambientali, organizzare e gestire un corretto e funzionale ciclo dei rifiuti, l’Unione Europea nel lontano 1975 – osservando quanto già accadeva nei paesi del Nord Europa – introdusse sul territorio Comunitario il concetto di Raccolta Differenziata per mezzo della Direttiva CEE 75/442. Tale direttiva, oltre a fornire numerosissime informazioni, obbligava gli Stati Membri con l’Art.3 a promuovere il riciclo, il riuso e il recupero degli oggetti.

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Immagine 2. La raccolta differenziata (fonte: Legambiente)

L’Italia recepisce la Direttiva  75/422 con il D.P.R. n. 1982, scendendo maggiormente nel dettaglio con la Legge n. 475 del 9 novembre 1988, con la quale veniva imposta la raccolta differenziata per i rifiuti solidi urbani. Come spesso accade, purtroppo, nonostante l’incessante attività del Legislatore, ancora oggi in Italia solo il 52% dei Comuni ha un programma di raccolta differenziata. Nel 2013 il premio come primo “Comune Riciclone” italiano* è andato al Comune di Ponte nelle Alpi (BL), seguito da Sant’Orsola Terme (TN) e Zero Branco (TV). Per non far cadere alcuno nel facile campanilismo, al quarto posto della classifica assoluta c’è il Comune di Casal Velino (SA), a dimostrazione che la raccolta differenziata e la tutela del territorio non ha limiti geografici ma limiti legati alla buona gestione ed il buon senso.

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Immagine 3. Pubblicazione classifica Comuni Ricicloni 2013 (fonte: Legambiente)

I sistemi di certificazione LEED® dedicano al concetto delle 3R “Reduce, Reuse & Recycle” un intero e complesso gruppo di crediti intitolato “Materials and Resources”. In ogni genere di attività di progettazione che interessa la realizzazione di nuove costruzioni o di ristrutturazioni, che si tratti di scuole o uffici, c’è sempre una buona occasione per risparmiare denaro riutilizzando mobìli vari se non addirittura parti strutturali e non dell’edificio, riducendo l’accesso alle risorse naturali del pianeta e producendo meno emissioni dannose per l’atmosfera.greenside-21

Immagine 4. l’ambito “Materials and Resources” nei protocolli LEED  (fonte: USGBC)

Nell’attività professionale quotidiana l’approccio di base al concetto delle 3R è assolutamente possibile e da proporre, soprattutto in occasione d’interventi di ristrutturazioni o restyling d’immobili, siano essi pubblici o privati. Volendo scendere nello specifico, fornendo un esempio concreto di recupero e riuso di un bene, si propone l’intervento svolto in occasione di un intervento di restyling commissionato ultimamente al mio studio di progettazione.

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Immagine 5. Veduta del mobilio originale

L’ampio ingresso che caratterizzava l’accesso all’immobile risultava, di fatto, aver trovato nel tempo una soluzione stabile, fornendo una buona sensazione di accoglienza e stabilità cromatica. In questo contesto già così equilibrato, l’inadeguatezza del mobilio scelto – nello specifico una madia in stile country – rappresentava una forte stonatura stilistica riconosciuta dal cliente stesso, che ne rivendicava però il legame “sentimentale”, della serie: effettivamente stona ma mi piace! Nell’approccio al progetto, ecco un’occasione valida per una 3R proposal: invece di cercare una madia nuova recuperiamola, giocando con un effetto cromatico forte, svincolandoci totalmente dal mobilio esistente e creando una nuova, fresca e divertente dimensione spaziale. L’idea, molto gradita alla committenza, ha coinvolto anche la specchiera posizionata sopra la madia. Data la vicinanza dell’ingresso con la zona giorno, occupata da un divano in tessuto arancione, la scelta cromatica è caduta sul colore arancione, così da creare un legame visivo fra i due ambienti.  L’operazione di recupero è iniziata prelevando il mobile e la specchiera dall’abitazione della Committenza, per essere portata in laboratorio. Giunta a destinazione, la madia è stata carteggiata, eliminando totalmente lo strato di vernice esistente, portando così “a vivo” il legno massello con cui il mobile è realizzato.

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Immagine 6. Making of – Madia

Per quanto riguarda la specchiera, data la complessità della cesellatura lignea e visto il precedente trattamento di coloritura non si è intervenuto con la carteggiatura ma operando direttamente sulle superfici.

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Immagine 7. Making of – specchiera

Appurata l’assenza di tarli, principale nemico del legno, si è proceduto con la preparazione del fondo verificando la perfetta pulitura delle superfici e dando inizio alle operazioni di stuccatura con prodotto a base di gesso, che consente di sigillare i fori e recuperare piccoli difetti. Terminata la stuccatura è stata effettuata una seconda carteggiatura con lo scopo di levigare il nuovo fondo, lavorando sulle imperfezioni e fornendo la dimensione finale del mobile, preparandolo per la fase di coloritura. La colorazione finale è stata effettuata utilizzando uno smalto idrodiluibile a base di resine acril-uretaniche in dispersione acquosa e pigmenti coloranti di alta resistenza alla luce e all’ingiallimento, applicato con aerografo a spruzzo  per garantire l’omogeneità del trattamento su tutta la superficie del mobile. Ecco qualche foto del risultato finale:

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Immagine 8. Il risultato finale – insiemeDETT_02

Immagine 9. Il risultato finale – Dettaglio della specchiera

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Immagine 9. Il risultato finale – Dettaglio delle finiture della madia

Costo dell’intervento? Nettamente inferiore alla cifra preventivata per l’acquisto di una nuova madia e una nuova specchiera. Livello di soddisfazione della Committenza? Alta. Grazie ad un intervento di recupero del mobilio esistente, riusando un bene e destinandolo ad un utilizzo identico a quello precedente si è riusciti a creare una nuova idea, strappando un sorriso a molti: ha sorriso il pianeta, poiché le sue sorgenti primarie non sono state intaccate e nessun rifiuto è andato a gravare sulla già complessa condizione ambientale e ha sorriso la Committenza per aver aggiunto un tocco di freschezza e colore al suo spazio abitativo e per aver tutelato le proprie risorse finanziarie; ha sorriso la progettista perché la soddisfazione del cliente è sempre una grande emozione, soprattutto quando si agisce attivamente nel rispetto della sostenibilità degli interventi architettonici.

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